SanaFirenze alla National Federation of Republican Woman, NFRW, ad Alexandria, VA – Stati Uniti, tenutasi il 30 dicembre 2016

La dott.ssa Sana Barada è stata ricevuta nella sede della NFRW dalla presidente Carrie Almond per uno scambio di esperienze sul tema di come sensibilizzare l’opinione pubblica su questioni di salute fisica e mentale come la dipendenza dal cibo può portare a una maggiore sicurezza pubblica e meno “crimini” nell’ambito della formazione politica per le donne. Grazie a questo incontro, sono stati definiti possibili obiettivi per una futura collaborazione.

Dopo aver ascoltato una serie di racconti entusiasmanti su questa donna fortissima, e della sua esperienza per tutti gli Stati Uniti con il pullman nel corso delle ultime elezioni, ho deciso, grazie a una conoscenza in comune, di provare a chiederle un appuntamento per incontrarla durante il mio soggiorno in America prima di Natale. Non m’intendo molto di politica americana, ma sarebbe davvero interessante imparare da lei come diffondere e far passare un messaggio! … è proprio ciò che personalmente cerco di fare per quanto riguarda la prevenzione dalle dipendenze dal cibo. Un altro elemento che ci accomuna è la comunità femminile, che conta la stragrande prevalenza di dipendenze dal cibo, fosse anche solo perché le donne sono più disponibili a parlarne. La presidente Almond è stata così gentile da voler trovare un momento durante le sue vacanze per tornare a DC e incontrarmi il 30 dicembre! Quel giorno mi ha ricevuta insieme a Terri Hauser, la direttrice politica, e Carol Littell, direttrice dei meeting e delle convention. È stato grande motivo di orgoglio per me vedere che dei politici sono stati disposti a interrompere le loro vacanze per incontrarmi, solo per una minima possibilità di aiutare altre comunità e per uno scambio di esperienze!
Secondo la presidente Almond, fra i servizi offerti, la NFRW si propone di aumentare la partecipazione della donna nel buon governo, educandola alla politica e alla legislazione sin da giovane, oltre che a una partecipazione sociale attiva, promuovendo il concetto di “cittadino responsabile”, consapevole dei propri diritti e delle proprie responsabilità, che si preoccupa dell’ambiente che lo circonda ed è capace di compiere piccoli ma importanti passi verso soluzioni reali dei problemi. Questo spirito positivo basato sull’entusiasmo e la collaborazione ha maggiori possibilità di emergere in una comunità fisicamente e mentalmente sana: se siete schiavi di cattive abitudini, fino a toccare il fondo nella solitudine e nell’insoddisfazione, probabilmente avete altro a cui pensare piuttosto che uscire di casa e pretendere un ambiente migliore! Tutte le dipendenze in generale deteriorano la qualità della vita. Secondo uno studio dell’università del Michigan del 2016, la percentuale di studenti che dichiarano di fare uso di sostanze illegali è in diminuzione. Lo stesso per fumo e alcol, se pure in misura minore.
Al contrario, le statistiche NIH mostrano che ancora oggi più di 2/3 (68,8%) degli adulti sono considerati sovrappeso o obesi. La dipendenza dal cibo si presenta come un problema molto serio a livello globale, a tal punto che si ritiene più difficile da debellare rispetto alle droghe, per via della disponibilità di cibo e per l’assenza di consapevolezza rispetto al problema. È molto diffusa nelle comunità scolastiche specialmente fra ragazze, anche se c’è un numero sempre maggiore anche di ragazzi. Ma diciamolo: le donne hanno sempre lottato di più con dipendenze di ogni genere. Forse per via dei nostri ormoni, dall’inizio del ciclo mestruale alla menopausa, o quando restiamo incinte e allattiamo… forse perché oltre a sentirci colpevoli per la nostra dipendenza ci sentiamo anche responsabili di mettere a rischio la salute dei nostri figli nel breve e nel lungo termine. Forse perché a livello internazionale siamo più vittime di violenza domestica, e quando la soluzione è il divorzio ci ritroviamo non tutelate a sufficienza dalla legge, fino al punto di rischiare di perdere la custodia parentale. Forse perché quando lavoriamo a tempo pieno come madri, rinunciando alla carriera per cercare di farlo al meglio, il mondo continua a non considerarci donne che lavorano, e non ci viene riconosciuto a livello economico! Forse perché siamo più soggette ad avere attacchi di panico, ansia e depressione?
Le mie sono solo congetture, non intendo fare questioni di giudizio o legali, ma ci tengo a lanciare idee e spunti per riflettere insieme sul perché è fondamentale l’attenzione sulla donna quando si parla di dipendenze, e specialmente quella dal cibo che si registra in continuo aumento.
Infine ho parlato alla presidente Almond dell’importanza di aumentare la consapevolezza sulle dipendenze dal cibo attraverso la nostra pratica clinica, oltre che dei notevoli miglioramenti sulla qualità della vita, inclusi i parametri di peso e il grande livello di soddisfazione registrato dai pazienti quando riescono a raggiungere consapevolezza e una buona preparazione nel superare e prevenire comportamenti inappropriati verso il cibo (bulimia, binging, anoressia?).

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